10.19.2008

An dro 3 - varianti

Altre due varianti dell’An Dro sono Hanter Dro e Danse Trikot.
Hanter Dro (mezzo cerchio): i passi a sinistra sono uguali a quelli dell’An Dro, mentre verso destra si esegue solo un passo con chiusura. Le braccia non si muovono: ciascun ballerino appoggia l’avambraccio destro sull' avambraccio sinistro del vicino, formando una catena.
Danse Trikot è composta da An dro e Hanter dro. Ci si tiene per i mignoli come nell’An dro e nella parte di Hanter dro ci si lega a catena senza lasciare i mignoli.

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An Dro retourné

An Dro retourné (o chench'tu) è una variante dell'An dro: i ballerini eseguono la prima parte (16 tempi) come un An Dro normale, poi altri 4 tempi in cui le braccia alla fine del movimento vanno in alto e poi in basso. Nella seconda parte i ballerini avanzano per 2 tempi, battono le mani, si girano, vanno verso l'esterno, battono di nuovo le mani, si girano e ripetono per tre volte.

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An dro 2: Kas a barh

L’An Dro può essere anche ballata in coppia, secondo schemi diversi a seconda del paese. In questo caso prende il nome di Kas a barh.

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An dro

L'An Dro è una danza francese, originaria della regione del Morbihan. Il suo nome significa cerchio, ronda. Può essere ballata in cerchio, in formazione a catena oppure a coppie.
Nella sua forma base i ballerini formano un cerchio aperto tenendosi per i mignoli. Il palmo della mano destra di ogni ballerino è rivolto verso l’alto, il palmo della mano sinistra è rivolto verso il basso. Il tempo della danza è binario e il passo è strutturato in questo modo:
1. sinistra, chiudo, sinistra (piede destro su);
2. destra, chiudo, destra (piede sinistro su).
La seconda serie di passi si effettua sul posto, in modo che il cerchio si muova costantemente in senso orario. Quando ci si sposta verso sinistra con le braccia si effettua un movimento ad asola verso l’alto, come per arrotolare qualcosa verso di sé. Durante il passo sul posto il medesimo movimento avviene verso il basso.



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11.26.2007

la danza e/è la vita

Mi sono fatta un regalo: ho partecipato al III Congresso internazionale di Danze orientali che si è tenuto a Riccione dal 23 al 25 novembre. Tre giorni di lezioni e spettacoli per conoscere altri maestri e raccogliere spunti.
La mia avventura nel mondo della danza è incominciata nel settembre 2006, alla bella età di 29 anni. Non avevo mai ballato prima, non avevo mai praticato un'attività sportiva regolare perché non trovavo nulla di divertente. Poi un'amica mi ha parlato della danza del ventre: io ho cominciato, lei no. Ed è stato da subito un bel viaggio, un modo bello di stare con me stessa, di non pensare a nulla, di condividere con altre donne un interesse che ci accomuna.
Venerdì mattina siamo partite in sei. Le mie compagne erano tutte ad un livello più avanzato di me e i loro consigli sono stati preziosi. Il primo giorno mi sono sentita piuttosto imbranata, ma portavo con me una frase detta da Chiara durante il viaggio: l'anno scorso sono tornata sentendomi più sicura. E' successo anche a me. In questo fine settimana ho avuto la possibilità di imparare qualcosa di nuovo, di vedere moltissima gente ballare, di capire cosa preferisco, di percepire in modo più profondo quello che faccio.
Ho capito che è una storia d'amore che sta cominciando, tra me e il mio corpo. Ogni gesto mi parla e parla di me. Ho qualcosa da ascoltare e qualcosa da dire. So che anche questa esperienza andrà a completare il quadro, insieme al gusto per la parola e per la musica. So che anche questa esperienza andrà a definire meglio il mio rapporto speciale con il tempo, con il mio tempo, con la mia musica. Lo diceva anche la mia amica Sandra: lo Spirito suona per ciascuno di noi, il problema è che qualche volta andiamo fuori tempo.

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