7.30.2008

Ritorno


Dall'ultimo post pubblicato su questo blog è passata praticamente una vita. Quindi mi sembra giunto il momento di rimediare, anche se si tratterà- come scoprirete presto- di un rimedio temporaneo.

Ogni volta che tra una cosa e un'altra trascorre quello che io giudico un periodo eccessivo di tempo mi ritorna alla mente un'intervista letta anni fa, in cui una giovane, malata di AIDS, dichiarava che a suo parere a ciascuno era concesso un tempo giusto. Lei così giovane e, all'epoca praticamente condannata a morire, non si sentiva colpita da un'ingiustizia. Riteneva di avere avuto tempo a sufficienza per vivere.

Io tante volte invece vorrei che le mie giornate (o forse le mie energie) durassero il doppio.

Ricordare le sue parole è un invito continuo a tenere sott'occhio l'uso che faccio di questa risorsa preziosa e terribilmente deperibile.

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11.26.2007

la danza e/è la vita

Mi sono fatta un regalo: ho partecipato al III Congresso internazionale di Danze orientali che si è tenuto a Riccione dal 23 al 25 novembre. Tre giorni di lezioni e spettacoli per conoscere altri maestri e raccogliere spunti.
La mia avventura nel mondo della danza è incominciata nel settembre 2006, alla bella età di 29 anni. Non avevo mai ballato prima, non avevo mai praticato un'attività sportiva regolare perché non trovavo nulla di divertente. Poi un'amica mi ha parlato della danza del ventre: io ho cominciato, lei no. Ed è stato da subito un bel viaggio, un modo bello di stare con me stessa, di non pensare a nulla, di condividere con altre donne un interesse che ci accomuna.
Venerdì mattina siamo partite in sei. Le mie compagne erano tutte ad un livello più avanzato di me e i loro consigli sono stati preziosi. Il primo giorno mi sono sentita piuttosto imbranata, ma portavo con me una frase detta da Chiara durante il viaggio: l'anno scorso sono tornata sentendomi più sicura. E' successo anche a me. In questo fine settimana ho avuto la possibilità di imparare qualcosa di nuovo, di vedere moltissima gente ballare, di capire cosa preferisco, di percepire in modo più profondo quello che faccio.
Ho capito che è una storia d'amore che sta cominciando, tra me e il mio corpo. Ogni gesto mi parla e parla di me. Ho qualcosa da ascoltare e qualcosa da dire. So che anche questa esperienza andrà a completare il quadro, insieme al gusto per la parola e per la musica. So che anche questa esperienza andrà a definire meglio il mio rapporto speciale con il tempo, con il mio tempo, con la mia musica. Lo diceva anche la mia amica Sandra: lo Spirito suona per ciascuno di noi, il problema è che qualche volta andiamo fuori tempo.

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